Catania, una città in “bianco e nero”

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Catania

Via dei Crociferi, Catania

Catania

Piazza Duomo

Faraglioni di Acitrezza

ODEON ROMANO

Quando nel 729 a.C. i coloni greci, provenienti dall’Eubea, fondarono l’antica città di Katáne, seppero cogliere le preziose opportunità che il suo territorio offriva: il mare, l’Etna, la posizione al centro della costa orientale della Sicilia, i fiumi Amenano e Simeto. Un luogo fertile, ricco d’acqua e, soprattutto, simbolico, con il suo affascinante mix di elementi naturali che qui - come avviene ancor oggi - si incontravano e convivevano.

La storia della città è intimamente legata all’Etna, il vulcano più alto d’Europa (3.350 metri circa) e Patrimonio Unesco dal 2013: distrutta varie volte nel corso dei secoli, da eruzioni e sismi ad esso collegati, Catania è sempre stata ricostruita nello stesso luogo e, spesso, sulle macerie di strutture di epoche precedenti. Per questo, è una città assolutamente unica, sia per la costante tenacia mostrata dai suoi abitanti nel volerla ricostruire nello stesso sito nonostante le avversità naturali, che per la presenza nel suo centro storico di diverse quote che testimoniano i vari livelli di stratificazione architettonica. Così, la città “di sotto”, con le sue vestigia greche, romane e medievali, dialoga con la città “di sopra”, corrispondente al volto barocco “in bianco e nero” della ricostruzione settecentesca.

Il motto che identifica la città è, infatti, “melior de cinere surgo”, cioè “risorgo più bella dalle mie ceneri”, mentre l’origine del toponimo, strettamente legato alle caratteristiche del suo territorio, deriverebbe secondo Plutarco, dal siculo Katinon, cioè grattugia, con riferimento alla natura lavica del suolo su cui sorge; secondo altri, invece, dai vocaboli greci Katà e Aitnen, che significa “ai piedi dell’Etna”.

Una visita nel centro storico non può non cominciare da Piazza Duomo, cuore pulsante della città sin dal medioevo; proprio da qui, infatti, ebbe inizio, dopo il violento terremoto del 1693, la ricostruzione urbanistica ed architettonica con quel particolare e unico stile “tardo barocco” riconosciuto nel 2002 dall’Unesco Patrimonio dell’Umanità, assieme alle scenografiche architetture religiose di Via Crociferi, considerata una tra le vie più belle d’Italia.

Nel signorile spazio barocco di Piazza Duomo prospettano eleganti monumenti, per lo più firmati dall’architetto Giovan Battista Vaccarini, allievo del Bernini: la Cattedrale settecentesca, che ha inglobato le strutture della cattedrale d'epoca normanna (1092), superstiti al sisma del 1693, e che custodisce le preziose reliquie di Sant’Agata, Patrona della città; le aristocratiche Terme Achilliane d’epoca romana imperiale, di cui è visibile il frigidarium, a circa dieci metri di profondità; il Municipio, chiamato anche Palazzo degli Elefanti; la Fontana dell’Elefante, che celebra l’elefantino, antico simbolo della città dal 1239 (epoca del governo di Federico II di Svevia sulla Città) e richiama la storia del territorio, popolato proprio da elefantini nani - della specie Elephas Falconeri - circa cinquecentomila anni fa...

In Piazza Duomo si ammirano anche la Porta Uzeda, scenografico cavalcavia che unisce le due ali dell’Ex Seminario dei Chierici, sulla cui sommità è posto un busto di Sant’Agata a protezione dell’abitato; il Museo Diocesano, con pregevoli testimonianze artistiche; la Fontana dell’Amenano, il fiume imbrigliato nel sottosuolo a causa delle eruzioni, che al tempo dei Greci scorreva in superficie... “Fontana dell’Acqua o linzolu” è chiamata dai catanesi, sempre tanto fantasiosi, perché l’effetto a cascata rende l’acqua simile ad un lenzuolo. Alle spalle della fontana, si accede alla Pescheria, pittoresco mercato del pesce e teatro spontaneo della strada, in cui si fondono atmosfere arabe e mediterranee.

Particolarmente interessante è anche la visita alla Piazza Università, con i suoi palazzi in stile tardobarocco e neoclassico, ed agli altri monumenti del centro storico: la Badia di Sant’Agata (nei pressi della Cattedrale), considerata uno dei capolavori del barocco siciliano, opera del Vaccarini della metà del Settecento; il medievale Castello Ursino, eretto per volontà di Federico II di Svevia (1250), sede di pregevoli collezioni archeologiche e pittoriche; la settecentesca chiesa di S. Nicola La Rena, la chiesa più grande della Sicilia, annessa all’Ex Monastero dei Benedettini, tra le più imponenti e prestigiose strutture monastiche d’Europa, sorto tra la metà del Cinquecento ed il Settecento su un colle di stratificazioni archeologiche frequentato sin dal neolitico; il Teatro greco-romano (in Via Vittorio Emanuele), incastonato tra palazzi settecenteschi ed utilizzato negli ultimi anni per concerti e rappresentazioni teatrali durante la stagione estiva; l’Anfiteatro romano (II sec.) di Piazza Stesicoro, che fu tra i più grandi anfiteatri dell’antichità, in parte divenuto base per le fondamenta della rinascente città barocca; il Palazzo Biscari, maestosa dimora della famiglia Paternò Castello, ritenuto tra i più pregevoli esempi di architettura barocca e rococò di Sicilia, e centro ineludibile di ogni itinerario del famoso “Grand Tour”; il Teatro Massimo Bellini, tempio della lirica inaugurato nel 1890 e dedicato al celebre compositore catanese Vincenzo Bellini.

Catania è stata anche la patria, nativa o adottiva, di celebri artisti e letterati, tra cui (oltre a Bellini) Giovanni Pacini, Giovanni Verga, Luigi Capuana, Federico De Roberto, Nino Martoglio e Vitaliano Brancati.

Immancabile una tappa dedicata alle specialità della cultura gastronomica locale (da gustare in primis arancini e granite, accanto a piatti tipici come la “pasta alla Norma”), un’escursione sull’Etna (il “tetto” della Sicilia), e una passeggiata lungo l’affascinante Riviera dei Ciclopi, con le rocce laviche che incontrano il mare (i primi fenomeni eruttivi dell’Etna, di natura sottomarina, ebbero inizio proprio qui seicento mila anni fa). Nell’antico borgo marinaro di Acitrezza, in cui Giovanni Verga ambientò “I Malavoglia” (1881) e Luchino Visconti girò “La terra trema” (1948), è possibile ammirare i caratteristici “Faraglioni” che, secondo il racconto omerico, il mitico Ciclope Polifemo scagliò contro l’astuto Ulisse; ad Acicastello, invece, particolarmente interessante è la visita al Castello normanno, arroccato su uno sperone di roccia lavica a picco sul mare.

Proseguendo lungo la costa, merita una visita Acireale, definita “la città dalle cento campane e dei cento campanili”, dove si potranno visitare stupendi capolavori del barocco etneo (come la Cattedrale, la Basilica di San Pietro e Paolo, la Basilica di San Sebastiano) ed il Museo dell’Opera dei Pupi Siciliani (in via Alessi) dichiarati nel 2001 Patrimonio dell’Umanità dall’Unesco .Ad Acireale, chiamata anche “la città della Riviera dei Limoni”, ogni anno si svolgono eventi di grandi richiamo turistico, come il Carnevale, considerato “il più bello di Sicilia”, risalente alla fine del Cinquecento, e il festival internazionale della granita siciliana“A’ Nivarata”.

Limoni di Sicilia I.G.P.

Limoni di Sicilia I.G.P.

Pistacchio di Bronte D.O.P.

Pistacchio di Bronte D.O.P.
Mappa Catania

Pane “Cunzatu” con pomodorini secchi

La festa di Sant'Agata